sabato 17 luglio 2010

Civiltà e inciviltà a tavola (e non solo)

(Tengo a precisare che il discorso che farò non è da intendere ovviamente come rivolto a ognuno degli abitanti del Meridione, in quanto è sempre sbagliato generalizzare, ma è indubbiamente valido per un vasta maggioranza di essi)

E' mai possibile che dobbiamo essere sempre noi i peggiori? Ci incavoliamo tanto se quelli del nord Italia ci giudicano alla stregua di barbari incivili, e poi non perdiamo occasione per dimostrargli che hanno ragione. Lavoro nel ristorante di un villaggio turistico, e ogni settimana vengono clienti da tutte le parti d'Italia. La differenza tra Nord e Sud (a livello di comportamenti della gente) è lampante: i primi composti, tranquilli, puliti e parsimoniosi, i secondi selvaggi, chiassosi, sporcano dappertutto e non resistono alla tentazione di riempirsi i piatti di un sacco di roba (il servizio è a buffet) che poi non mangeranno mai e che finirà nella spazzatura. Sembrano due mondi completamente diversi, uno evoluto e civile, l'altro primitivo e incivile.
A tavola noi meridionali diamo il peggio di noi stessi: tavolate enormi (perchè ci piace un sacco mangiare in grande compagnia) che sembrano campi di battaglia, scene di ordinaria follia davanti ai tavoli con i vassoi delle vivande, quasi fosse una lotta per la sopravvivenza. Sporcizia disseminata ovunque perchè tanto "c'è chi pulisce"... a cui si aggiunge una totale strafottenza verso ogni tipo di regola vigente in sala (oltre ovviamente a quelle del buon senso e del vivere civile).
Può darsi che i secoli di fame che abbiamo attraversato hanno impresso nella nostra mentalità popolare questo attaccamento quasi ossessivo al cibo, da spingerci a comportarci ogni volta come se non avessimo mai visto "grazia di Dio"... ma ciò che mi fa riflettere è che non è un comportamento che è legato solo al campo alimentare, ma è ripetuto anche in tutto il resto.
Avremmo senza dubbio ottime qualità, ma spariscono al cospetto delle negatività che perpetuiamo quotidianamente. Ci sarà un motivo per cui siamo così indietro rispetto al resto d'Italia e d'Europa, e non prendiamocela solo con Garibaldi e i Savoia...


mercoledì 7 luglio 2010

La Notte

Sono tornato da un paio d'ore a casa. Il tempo di rilassarmi dalla giornata lavorativa ed eccomi qui a scrivere. La schermata bianca, tutta ancora da riempire, mi affascina. E' come partire per una nuova avventura, dove non sai mai cosa succederà andando avanti. Mi accendo una sigaretta e proseguo, alla ricerca della parole giuste da utilizzare. Guccini mi accompagna in sottofondo.
Pensieri notturni, pensieri vaghi e affollati, difficili da afferrare saldamente e trascinare su una pagina vuota. Chissà perché la notte spinge a pensare, magari per il fatto che di giorno siamo troppo occupati per farlo. Poi, quando il corpo di ferma, la mente decide di mettersi lei a correre, e a differenza di tutto ciò che è materiale, niente può fermarla. Cosa sarebbe l'uomo, senza la notte?
Mi piace pensarla come la sorella maggiore della solitudine, quella solitudine sana di cui ognuno prima o poi ha bisogno, e che ci fa ricordare dell'immenso dono che ci è stato fatto, da chi o da cosa non lo so: il pensiero. Queste due sorelle, quando prendono per braccio un uomo e lo sorreggono, gli permettono di volare.
La notte porta con se tutti i colori di questo mondo, sommandoli nel suo manto. Per questo lo vediamo nero. Ma se ci sforziamo possiamo cogliere l'infinito tra le sue pieghe.
E' una donna senza volto, e forse per questo la più bella, ma per quanto puoi credere di conoscerla o dominarla, ti sovrasta e ti rende inerme al suo cospetto.
Madre di poeti, cantanti e scrittori, che a lei devono molto, forse tutto. Può essere tua sposa, ma attento, perché non dà scampo a chi la tradisce.



lunedì 5 luglio 2010

Rispondo a gyho

scorrendo più sotto trovate, nel post precedente, la lettere di gyho

Come detto, in questo post vorrei rispondere a gyho e allo stesso tempo dire la mia sui giochi on-line modello browser-game, come ad esempio Ogame, Travian o Ikariam, giusto per citare i più famosi. Per chi non lo sapesse, si tratta di videogiochi gestionali spesso a carattere militare, dove è importante far crescere la propria città e di conseguenza il proprio esercito, ma sono ancora più importanti, dato che si tratta di giochi con migliaia di partecipanti tutti in carne ed ossa, stringere alleanze e fare "lavoro di squadra".
Insieme si vince, da soli (spesso) si perde, per dirla in breve.

La materia in questione è zeppa di stereotipi, luoghi comuni e vittima di una grande ignoranza in materia, purtroppo largamente diffusa tra chi si arroga le competenze adatte per parlare di videogiochi, in particolare quelli on-line.
E' vero che esistono casi "gravi" di individui che, a causa di un'eccessiva passione per questa forma di intrattenimento, mettano in secondo piano la vita di relazione, l'amicizia, la famiglia, l'amore. Come è anche vero che questi casi costituiscono una minoranza tra i players.
Puo' anche essere capitato che qualche ragazzino dalla mente instabile abbia cercato di emulare in RL (real life, ndr) le gesta dei personaggi virtuali, magari compiendo anche crimini e atti efferati. Anche in questo secondo caso, si tratta di una sparuta minoranza, forse ancora più piccola della precedente.
E se volessimo associare tutto questo esclusivamente al "lavaggio del cervello" prodotto dai video-giochi, allora bisognerebbe bandire anche alcune reti televisive, ma qui il discorso potrebbe prendere mille altre pieghe perciò per adesso non vado oltre.
Tornando ai browser-game in senso stretto, essi a mio avviso non solo stimolano le capacità gestionali, logiche e intuitive di un ragazzo mettendolo continuamente davanti a situazioni sempre differenti (perchè ricordiamolo, giochi con altre persone, non con una intelligenza artificiale) e imponendogli scelte da prendere nello spazio di pochi secondi, ma lo abitua anche a stare in un gruppo organizzato (come può essere un'alleanza o tribù che dir si voglia), a rispettare il proprio posto, a giocare non per se stessi ma in un'ottica di squadra, cercando l'interesse collettivo, cioè di tutta l'alleanza. Insegna a rispettare i compagni e i "superiori", favorendo la collaborazione piuttosto che l'iniziativa del singolo.
Da quindi delle lezioni di vita che ormai sempre meno ambiti della società moderna riescono a dare. Forse neanche più la scuola o la famiglia.
Dal punto di vista relazionale (e qui si torna al motivo principale della lettera), è normale che un'amicizia nata on-line sia diversa da una nata tramite "contatto fisico", ma in base a cosa potremmo dire quale delle due è migliore. Io personalmente ho amici con qui mi piace incontrarmi per strada, andare a prendere un caffè, andare al mare, e amici che invece non vedo e spesso neanche sento, con i quali però mi ritrovo spesso la sera (o anche a tarda notte) a discutere, scherzare, passare momenti piacevoli e perchè no, a volte anche a confidarmi, e la cosa dall'altra parte è reciproca.
Gli amici che ho nella vita di tutti i giorni costituiscono una parte fondamentale della mia vita, ma ho anche conosciuto persone straordinarie con cui ho parlato di qualsiasi cosa, e da cui ho anche imparato molto sulla vita. E a oggi, di loro conosco solo i nick-name, e così anche loro di me.
Condivido quanto scritto da gyho riguardo a lottare per migliorare il mondo, almeno ognuno nel proprio piccolo, condivido il bisogno di un sorriso che tanta gente avverte, condivido tutto.
Ma ciò non esclude la possibilità di dedicare un paio d'ore al giorno all'esperienza di un giochino on-line, e a quanto di buono esso può portare anche alla nostra crescita interiore, stando comunque attenti a non lasciarsi prendere la mano.

Messaggio in Game: I Sogni e la Realtà

Passato qualche giorno a letto con l'influenza, torno a scrivere. Mi sento un po' come chi torna a camminare dopo un periodo trascorso con una gamba ingessata, dato che la febbre mi impediva di sforzarmi per formulare frasi che potessero definirsi quanto meno decenti.

Copio e incollo un messaggio che è arrivato a me e ad altri ragazzi su un browser-game al quale io e qualche mio amico giochiamo.
Nel prossimo post scriverò la mia opinione al riguardo.

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Questo gioco è interessante, davvero ben fatto, entusiasmante... ma non posso continuare ancora, mi dispiace.
Ogni minuto che rimango qui a giocare è un minuto che viene tolto alla mia vita reale.
Nessuna città conquistata può darmi le emozioni di un bacio, nessun'alleanza può essere tanto forte quanto una vera amicizia, nessuna vittoria può essere così appagante come la gioia di stare bene in famiglia.
Ho deciso di chiudere per sempre con questo gioco e con tutti gli altri giochi al computer. La tentazione di ritornare sarà forte, ma gli anni passano troppo in fretta senza che ce ne accorgiamo.
Ho tante cose che devo fare per migliorare il mondo che mi sta attorno, ho tanti progetti da realizzare, tanti sogni ancora inesauditi.
Domani è ora di dire basta ai giochi e di iniziare a vivere davvero.
Voi non conoscete il mio nome né la mia faccia, ma io so che come me un giorno vi pentirete di avere perso i vostri giorni in azioni futili, e quel giorno spero che sia oggi.
Lo so, il mondo fuori non è come qui, ma se volete fare qualcosa di davvero speciale, e da lì che dovete iniziare: oggi giorno ci sono troppe poche persone sincere, troppi pochi veri amici, quindi se volete fare qualcosa di veramente meraviglioso, iniziate portando gioia e speranza dove non ce n'è: ogni anziano ha bisogno di un sorriso, ogni mendicante ha bisogno di rispetto, ogni straniero ha bisogno di tolleranza, ogni bambino ha bisogno di consigli.
Non state ancora qui, fate come me: mandate un messaggio (copiate questo se volete) a tutti quelli che potete, perché smettano di giocare in questo e in tutti gli altri giochi che si trovano su internet, poi andate a cercare le persone che hanno bisogno di voi e dategli l'affetto di cui hanno bisogno.
Sorridete, gioite, vivete e sperate sempre: siamo capaci di grandi cose, ma dobbiamo dimostrarlo.
Io sono uno di voi adesso, ma domani quando mi sveglierò voglio essere una persona nuova, purificata, voglio provare emozioni vere, voglio sperimentare l'amore e l'amicizia, e se un giorno sarò giù di morale, penserò a voi, e penserò che forse qualcuno ha seguito il mio consiglio e ho dato un messaggio di vita e di speranza, e questo mi farà tornare sereno.
Spero per tutti voi che abbiate capito il mio messaggio: non diventate schiavi di internet, dei videogiochi, della televisione, o di qualsiasi altro mezzo creato per ingannare le masse e per specularci sopra. Dimostrate di essere più intelligenti di quanto gli altri pensano, dimostrate di potere realizzare i vostri sogni e il sogno di tutta l'umanità: la pace, quella vera, che non si ottiene con i mezzi militari, ma con la forza del proprio amore!

gyho