Pensieri notturni, pensieri vaghi e affollati, difficili da afferrare saldamente e trascinare su una pagina vuota. Chissà perché la notte spinge a pensare, magari per il fatto che di giorno siamo troppo occupati per farlo. Poi, quando il corpo di ferma, la mente decide di mettersi lei a correre, e a differenza di tutto ciò che è materiale, niente può fermarla. Cosa sarebbe l'uomo, senza la notte?
Mi piace pensarla come la sorella maggiore della solitudine, quella solitudine sana di cui ognuno prima o poi ha bisogno, e che ci fa ricordare dell'immenso dono che ci è stato fatto, da chi o da cosa non lo so: il pensiero. Queste due sorelle, quando prendono per braccio un uomo e lo sorreggono, gli permettono di volare.
La notte porta con se tutti i colori di questo mondo, sommandoli nel suo manto. Per questo lo vediamo nero. Ma se ci sforziamo possiamo cogliere l'infinito tra le sue pieghe.
E' una donna senza volto, e forse per questo la più bella, ma per quanto puoi credere di conoscerla o dominarla, ti sovrasta e ti rende inerme al suo cospetto.
Madre di poeti, cantanti e scrittori, che a lei devono molto, forse tutto. Può essere tua sposa, ma attento, perché non dà scampo a chi la tradisce.
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