giovedì 2 dicembre 2010

Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo


Il 2 dicembre 1978, in occasione del trentesimo anniversario della firma della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, Giovanni Paolo II chiede a ogni Stato il rispetto della libertà religiosa dei propri cittadini.

Oggi, esattamente 32 anni dopo la lettera di Wojtyla, la redazione di questo blog vuole ricordare l'importanza che quel documento ha ancora oggi, in quanto ci ricorda che ogni uomo su questa Terra è da considerarsi uguale a ogni altro suo simile, condannando di fatto piaghe sociali quali discriminazione e razzismo, e sancendo quelle libertà che nessuno Stato può negare, in quanto acquisite con il solo, semplice fatto di essere venuti al mondo.

E lo fa pubblicando sul blog la Dichiarazione, in modo che chiunque voglia possa gratuitamente scaricarla e leggerla.

Per leggere o scaricare il documento clicca qui.




lunedì 29 novembre 2010

Link "di sensibilizzazione" su facebook

Da quando ha avuto diffusione il social network, si è iniziato con un martellamento quasi al limite dello spam con link riguardanti bambini gravemente malati, minoranze discriminate, cuccioli abbandonati etc...
Ma siamo sicuri che nella mente di chi mette in giro questi link non ci sia soltanto la voglia di voler lanciare un bel messaggio?

A parte il fatto che, secondo me, è praticamente inutile (per non dire di peggio) condividerli, a meno che non si tratti di eventi o organizzazioni di cui si vuole far conoscere l'esistenza.
Ma tutta quella roba "condividi per non lasciarli soli" oppure "se gli vuoi bene condividi" (e preferirei evitare di parlare dei link religiosi, dato che il post diventerebbe chilometrico) e tutte le altre trovate dello stesso tipo molto spesso hanno la mera e vile funzione di "fare pubblicità"

Che si tratti di una pagina fa, di un gruppo o di altro serve spesso a far aumentare la visibilità e quindi, potenzialmente, le iscrizioni, per gli scopi più disparati (web marketing, promozione a vario titolo, o soltanto semplice fame di notorietà).
Per quanto immorale (io direi immonda) possa risultare questa pratica, è purtroppo molto diffusa sul web, e non solo su facebook. Fai attenzione, non fare il loro gioco.

La solidarietà verso chi soffre davvero si dimostra nella vita di ogni giorno, non condividendo un link su internet.

sabato 27 novembre 2010

Tutto il tuo Facebook in un .zip

La notizia è di oltre un mese fa, ma non tutti lo sanno.
La geniale testolina di Mark Zuckeberg (o chi per lui) ha introdotto una nuova funzione nella lista delle "Impostazioni account", che trovate nel menù a tendina in alto a destra della vostra pagina facebook.
Grazie a essa, potrete scaricare in un'unico file .zip tutta quella che è stata la vostra attività sul social network fino a quel momento.
Foto, link, video, perfino i messaggi personali saranno tutti immagazzinati in questo file facilmente consultabile.
Per andarlo a scaricare vi basterà cliccare sul link che vi sarà dato alla fine della procedura che vi condurrà al file html contenente tutte le informazioni, digitare la vostra password e scaricare il tutto.
Qui di seguito trovate il link al video che spiega passo per passo come fare.

giovedì 25 novembre 2010

Ebook - La coscienza di Zeno


Ho deciso mettere un altro libro a disposizione di chi visita il blog.
Ero indeciso su quale titolo mettere a disposizione, ma dopo averci pensato un po' la scelta è caduta sul romanzo di Svevo, testo impegnativo ma sicuramente profondo e affascinante.

Per avviare il download clicca qui.

mercoledì 24 novembre 2010

Etica on-line



E' sempre difficile parlare di etica, si rischia di cadere spesso nel banale e nel retorico.
Lo è ancor di più se si sceglie di parlare di etica sul web, un settore dove questa parola sembra passare sempre più in secondo piano. Si sentono sempre più storie di truffe via internet, di imbrogli vari legati alla rete.
Ma sarà davvero così?

Ti sarà sicuramente capitato di compiere degli acquisti on-line. E ogni volta il solito dubbio: "ma sarà un venditore onesto?" "E se poi è una fregatura?". Tutte domande che sorgono spontanee, dato che non possiamo prima toccare con mano ciò che stiamo acquistando.

Se può tranquillizzarti, ti posso dire che oggi molti commercianti hanno capito che, sul web, le armi vincenti sono l'onestà e la trasparenza. Questo perché?

Esiste uno strumento molto importante per farsi un'idea della bontà del prodotto e delle qualità morali di chi ce lo propone: la testimonianza di chi lo ha già acquistato.
Il passaparola è l'anima dell'e-commerce, e quindi capirai che un prodotto scadente, così come un venditore che vuole fare il furbetto, fanno poca strada in questo tipo di marketing.

Gli utenti che usufruiscono di questo tipo di mercato hanno imparato ormai a diffidare di ogni tipo di prodotto, e cercano molto spesso la testimonianza di chi li ha preceduti per capire se stanno per fare qualcosa di giusto o meno. A questo servono, ad esempio, i feed-back su e-bay.
Questo le aziende lo sanno, ed è logico pensare che nessuno voglia giocarsi la propria reputazione proponendo un prodotto scadente o millantando fantastiche qualità che invece tale oggetto non possiede.

E' più facile che tu venga truffato da un individuo che vi propone una vendita porta a porta piuttosto che da un operatore commerciale sul web.
Ovviamente non ti dico di gettarti a scatola chiusa sulla prima inserzione che ti si presenta davanti, ma con un minimo di perizia riuscirai senz'altro a capire con chi hai a che fare.

Esistono molti luoghi comuni sul web, ma la realtà è un'altra.

Alla prossima, se vorrai lasciare un commento sull'articolo te ne sarò grato.

ebook "Il numero di Dio"


Ecco un regalo per i lettori del blog. Aspetto i vostri commenti al riguardo!
Il numero di Dio (clicca sul titolo del libro qui a sinistra per scaricare, PDF)

L'integrazione attraverso i giochi on-line

Ciao, oggi voglio parlarti di un argomento che mi ha dato parecchio da riflettere ultimamente: l'integrazione. Si sono fatti e sono fanno migliaia di articoli a tal proposito, pieni di stereotipi e demagogia, per questo in questo blog, ho intenzione di parlarne in maniera differente.

Molto probabilmente ti sarà capitato di iscriverti a dei giochi on-line, sia gratis oppure a pagamento. Magari ci avrai giocato qualche giorno e poi ti sarai stufato, oppure ti ha appassionato ed hai continuato a giocarci per mesi, forse ci giochi ancora adesso.

Come quindi saprai, in questi giochi si finisce sempre col conoscere gente nuova, di alte città, altre regioni. Anche altre nazioni. Capita spesso che nei server italiani di molti giochi on-line (browser-game e MMORPG in particolare) si iscriva gente straniera. Per i motivi più disparati, non ultimo quello di apprendere in maniera diretta e, perchè no, anche piacevole la nostra lingua.

A me è capitato, non molto tempo fa, di conoscere un ragazzo polacco. Parla non benissimo italiano ma sta imparando, e spesso su skype ci intratteniamo in delle piacevoli conversazioni.
Prima di sapere la sua nazionalità, conoscevo soltanto le sue qualità di player, che ammiravo in quanto era tra i primi in classifica di quel server.
Quando abbiamo iniziato a conoscerci (assolutamente per un caso fortuito) e ho quindi scoperto che non era italiano, inizialmente la cosa mi ha sorpreso. Non perchè io sia razzista o xenofobo, anzi, ma perché ero abituato a giocare e confrontarmi con player italiani.

Ma passato questo primo momento, ho realizzato che alla fine non mi interessava poi tanto la sua nazionalità, stimavo le sue qualità di giocatore che sarebbero rimaste uguali anche se lui fosse stato slavo, cinese, russo, scandinavo etc...
In game siamo tutti uguali, non importa la carta d'identità, e ognuno vale per ciò che dimostra di valere.
Magari questa può essere un'altra bella lezione che il mondo del web (così tanto criticato, in particolare i videogiochi on-line) ha da insegnare alla cosiddetta "società civile".

Alla prossima!

martedì 23 novembre 2010

Chi muore (Ode alla vita)

Oggi siamo circondati da una malattia terribile che giorno dopo giorno, azione dopo azione, uccide il nostro spirito: la monotonia.

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Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle "i", piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.

Lentamente muore chi non legge, chi non viaggia, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio, chi non si lascia aiutare, chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.

Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità...

PABLO NERUDA

Sondaggio

Sono curioso di conoscere il vostro parere in merito al tema di cui ho trattato nel post precedente, quindi ho aperto il sondaggio che trovate alla vostra destra in cima alla colonna a fianco dei vari post. Votate, votate, votate!

lunedì 22 novembre 2010

Guadagnare on-line

Si sente spesso parlare di guadagnare on-line, così mi sono incuriosito e sono andato a vedere un po' quali possibilità concrete offre il web.

Una delle cose più frequenti che vi possono apparire sono dei fantomatici sistemi per sbancare casinò on-line o poker room. Personalmente mi fido poco di questa roba, anche perchè molti di questi metodi consistono nell'istallazione sul proprio pc di software che "leggono" il sistema della sala virtuale dove state giocando e vi suggeriscono come e quando giocare. Non ci vuole molto a capire che c'è qualcosa di illegale in tutto questo, e rischiate una visita a domicilio della polizia postale.

Poi esistono quei siti dove si è pagati semplicemente per cliccare su dei banner o per guardare interminabili video promozionali. Il risultato di questo "lavoro" è quello di passare ore e ore davanti al pc guadagnano a fine giornata (se va bene) un paio di euro.

Altro modo è quello di inserire un banner o un link esterno in un proprio sito o blog, ma anche qui (a meno che non si tratti di un sito molto frequentato con migliaia di visite al giorno) i guadagni che si possono realizzare sono veramente miseri.

Una pratica attendibile invece, e piuttosto comune tra i web-marketer (cioè coloro che fanno marketing sul web), consiste nel pubblicizzare prodotti di una data azienda la quale, tramite un codice particolare dato a ogni affiliato, ogni volta che un cliente si registra al sito e effettua acquisti, risale a colui dal quale il cliente è venuto a conoscenza del sito, e l'affiliato guadagna in commissioni, in genere intorno al 10-20% dell'acquisto del cliente. Però serve grande dedizione e una grossa competenza delle tecniche di web-marketing per arrivare a guadagnare abbastanza da sostituire degnamente uno stipendio tradizionale.

Ma se nessuno di questi sistemi credete faccia al caso vostro, sta prendendo piede un nuovo tipo di marketing on-line: l'info-marketing.
Per info-marketing si intende (come dice la parola stessa) il commercio di informazioni, consigli, soluzioni, metodi, insomma qualunque "bene intellettuale" che possa servire ad un individuo per i motivi più disparati. I vantaggi di questo nuovo business sono evidenti:
- non è necessario rivolgersi a nessun tipo di fornitore, in quanto vendiamo idee.
- dà la possibilità concreta di guadagnare con le proprie passioni, vendendo informazioni riguardo a ciò che si conosce, a ciò che appassiona se stessi e molto probabilmente appassionerà anche altri (vedi campi come la musica, lo sport, il modellismo, i video-game etc..)
- non è importante dedicarvi molto tempo, dato che una volta creato l'info-prodotto e messo sul web, basta fare un'attenta e mirata pubblicità (ad esempio in forum di settore, in determinati blog etc.) e aspettare che gli appassionati acquistino il prodotto. Ovviamente, anche qui, le capacità del marketer fanno la differenza.
Esistono testo che possono tornare utili, faccio alcuni esempi:
- Fare Soldi Online con Google
- Email Marketing
questi libri possono aiutare, in quanto forniscono importanti nozioni di base, ma non crediate che una volta letti diventiate all'istante milionari. E' solo l'inizio di un percorso.

Con questo post ho voluto esprimere delle mie considerazioni personali su un tema che mi appassiona e di cui ne sento spesso parlare, magari in maniera diffidente e, di solito, errata riguardo a quale è la realtà del web.
Non ho la presunzione di aver detto verità ineccepibili, ne di aver illustrato l'intero panorama dei sistemi di guadagno in internet. Attendo i commenti di chi ne sa più di me, affinché possa correggere e/o integrare quanto ho scritto.
Vorrei concludere dicendo che guadagnare sul web non è utopia, come molti credono, ma qualcosa di fattibile, a patto di metterci tempo e dedizione.

sabato 17 luglio 2010

Civiltà e inciviltà a tavola (e non solo)

(Tengo a precisare che il discorso che farò non è da intendere ovviamente come rivolto a ognuno degli abitanti del Meridione, in quanto è sempre sbagliato generalizzare, ma è indubbiamente valido per un vasta maggioranza di essi)

E' mai possibile che dobbiamo essere sempre noi i peggiori? Ci incavoliamo tanto se quelli del nord Italia ci giudicano alla stregua di barbari incivili, e poi non perdiamo occasione per dimostrargli che hanno ragione. Lavoro nel ristorante di un villaggio turistico, e ogni settimana vengono clienti da tutte le parti d'Italia. La differenza tra Nord e Sud (a livello di comportamenti della gente) è lampante: i primi composti, tranquilli, puliti e parsimoniosi, i secondi selvaggi, chiassosi, sporcano dappertutto e non resistono alla tentazione di riempirsi i piatti di un sacco di roba (il servizio è a buffet) che poi non mangeranno mai e che finirà nella spazzatura. Sembrano due mondi completamente diversi, uno evoluto e civile, l'altro primitivo e incivile.
A tavola noi meridionali diamo il peggio di noi stessi: tavolate enormi (perchè ci piace un sacco mangiare in grande compagnia) che sembrano campi di battaglia, scene di ordinaria follia davanti ai tavoli con i vassoi delle vivande, quasi fosse una lotta per la sopravvivenza. Sporcizia disseminata ovunque perchè tanto "c'è chi pulisce"... a cui si aggiunge una totale strafottenza verso ogni tipo di regola vigente in sala (oltre ovviamente a quelle del buon senso e del vivere civile).
Può darsi che i secoli di fame che abbiamo attraversato hanno impresso nella nostra mentalità popolare questo attaccamento quasi ossessivo al cibo, da spingerci a comportarci ogni volta come se non avessimo mai visto "grazia di Dio"... ma ciò che mi fa riflettere è che non è un comportamento che è legato solo al campo alimentare, ma è ripetuto anche in tutto il resto.
Avremmo senza dubbio ottime qualità, ma spariscono al cospetto delle negatività che perpetuiamo quotidianamente. Ci sarà un motivo per cui siamo così indietro rispetto al resto d'Italia e d'Europa, e non prendiamocela solo con Garibaldi e i Savoia...


mercoledì 7 luglio 2010

La Notte

Sono tornato da un paio d'ore a casa. Il tempo di rilassarmi dalla giornata lavorativa ed eccomi qui a scrivere. La schermata bianca, tutta ancora da riempire, mi affascina. E' come partire per una nuova avventura, dove non sai mai cosa succederà andando avanti. Mi accendo una sigaretta e proseguo, alla ricerca della parole giuste da utilizzare. Guccini mi accompagna in sottofondo.
Pensieri notturni, pensieri vaghi e affollati, difficili da afferrare saldamente e trascinare su una pagina vuota. Chissà perché la notte spinge a pensare, magari per il fatto che di giorno siamo troppo occupati per farlo. Poi, quando il corpo di ferma, la mente decide di mettersi lei a correre, e a differenza di tutto ciò che è materiale, niente può fermarla. Cosa sarebbe l'uomo, senza la notte?
Mi piace pensarla come la sorella maggiore della solitudine, quella solitudine sana di cui ognuno prima o poi ha bisogno, e che ci fa ricordare dell'immenso dono che ci è stato fatto, da chi o da cosa non lo so: il pensiero. Queste due sorelle, quando prendono per braccio un uomo e lo sorreggono, gli permettono di volare.
La notte porta con se tutti i colori di questo mondo, sommandoli nel suo manto. Per questo lo vediamo nero. Ma se ci sforziamo possiamo cogliere l'infinito tra le sue pieghe.
E' una donna senza volto, e forse per questo la più bella, ma per quanto puoi credere di conoscerla o dominarla, ti sovrasta e ti rende inerme al suo cospetto.
Madre di poeti, cantanti e scrittori, che a lei devono molto, forse tutto. Può essere tua sposa, ma attento, perché non dà scampo a chi la tradisce.



lunedì 5 luglio 2010

Rispondo a gyho

scorrendo più sotto trovate, nel post precedente, la lettere di gyho

Come detto, in questo post vorrei rispondere a gyho e allo stesso tempo dire la mia sui giochi on-line modello browser-game, come ad esempio Ogame, Travian o Ikariam, giusto per citare i più famosi. Per chi non lo sapesse, si tratta di videogiochi gestionali spesso a carattere militare, dove è importante far crescere la propria città e di conseguenza il proprio esercito, ma sono ancora più importanti, dato che si tratta di giochi con migliaia di partecipanti tutti in carne ed ossa, stringere alleanze e fare "lavoro di squadra".
Insieme si vince, da soli (spesso) si perde, per dirla in breve.

La materia in questione è zeppa di stereotipi, luoghi comuni e vittima di una grande ignoranza in materia, purtroppo largamente diffusa tra chi si arroga le competenze adatte per parlare di videogiochi, in particolare quelli on-line.
E' vero che esistono casi "gravi" di individui che, a causa di un'eccessiva passione per questa forma di intrattenimento, mettano in secondo piano la vita di relazione, l'amicizia, la famiglia, l'amore. Come è anche vero che questi casi costituiscono una minoranza tra i players.
Puo' anche essere capitato che qualche ragazzino dalla mente instabile abbia cercato di emulare in RL (real life, ndr) le gesta dei personaggi virtuali, magari compiendo anche crimini e atti efferati. Anche in questo secondo caso, si tratta di una sparuta minoranza, forse ancora più piccola della precedente.
E se volessimo associare tutto questo esclusivamente al "lavaggio del cervello" prodotto dai video-giochi, allora bisognerebbe bandire anche alcune reti televisive, ma qui il discorso potrebbe prendere mille altre pieghe perciò per adesso non vado oltre.
Tornando ai browser-game in senso stretto, essi a mio avviso non solo stimolano le capacità gestionali, logiche e intuitive di un ragazzo mettendolo continuamente davanti a situazioni sempre differenti (perchè ricordiamolo, giochi con altre persone, non con una intelligenza artificiale) e imponendogli scelte da prendere nello spazio di pochi secondi, ma lo abitua anche a stare in un gruppo organizzato (come può essere un'alleanza o tribù che dir si voglia), a rispettare il proprio posto, a giocare non per se stessi ma in un'ottica di squadra, cercando l'interesse collettivo, cioè di tutta l'alleanza. Insegna a rispettare i compagni e i "superiori", favorendo la collaborazione piuttosto che l'iniziativa del singolo.
Da quindi delle lezioni di vita che ormai sempre meno ambiti della società moderna riescono a dare. Forse neanche più la scuola o la famiglia.
Dal punto di vista relazionale (e qui si torna al motivo principale della lettera), è normale che un'amicizia nata on-line sia diversa da una nata tramite "contatto fisico", ma in base a cosa potremmo dire quale delle due è migliore. Io personalmente ho amici con qui mi piace incontrarmi per strada, andare a prendere un caffè, andare al mare, e amici che invece non vedo e spesso neanche sento, con i quali però mi ritrovo spesso la sera (o anche a tarda notte) a discutere, scherzare, passare momenti piacevoli e perchè no, a volte anche a confidarmi, e la cosa dall'altra parte è reciproca.
Gli amici che ho nella vita di tutti i giorni costituiscono una parte fondamentale della mia vita, ma ho anche conosciuto persone straordinarie con cui ho parlato di qualsiasi cosa, e da cui ho anche imparato molto sulla vita. E a oggi, di loro conosco solo i nick-name, e così anche loro di me.
Condivido quanto scritto da gyho riguardo a lottare per migliorare il mondo, almeno ognuno nel proprio piccolo, condivido il bisogno di un sorriso che tanta gente avverte, condivido tutto.
Ma ciò non esclude la possibilità di dedicare un paio d'ore al giorno all'esperienza di un giochino on-line, e a quanto di buono esso può portare anche alla nostra crescita interiore, stando comunque attenti a non lasciarsi prendere la mano.

Messaggio in Game: I Sogni e la Realtà

Passato qualche giorno a letto con l'influenza, torno a scrivere. Mi sento un po' come chi torna a camminare dopo un periodo trascorso con una gamba ingessata, dato che la febbre mi impediva di sforzarmi per formulare frasi che potessero definirsi quanto meno decenti.

Copio e incollo un messaggio che è arrivato a me e ad altri ragazzi su un browser-game al quale io e qualche mio amico giochiamo.
Nel prossimo post scriverò la mia opinione al riguardo.

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Questo gioco è interessante, davvero ben fatto, entusiasmante... ma non posso continuare ancora, mi dispiace.
Ogni minuto che rimango qui a giocare è un minuto che viene tolto alla mia vita reale.
Nessuna città conquistata può darmi le emozioni di un bacio, nessun'alleanza può essere tanto forte quanto una vera amicizia, nessuna vittoria può essere così appagante come la gioia di stare bene in famiglia.
Ho deciso di chiudere per sempre con questo gioco e con tutti gli altri giochi al computer. La tentazione di ritornare sarà forte, ma gli anni passano troppo in fretta senza che ce ne accorgiamo.
Ho tante cose che devo fare per migliorare il mondo che mi sta attorno, ho tanti progetti da realizzare, tanti sogni ancora inesauditi.
Domani è ora di dire basta ai giochi e di iniziare a vivere davvero.
Voi non conoscete il mio nome né la mia faccia, ma io so che come me un giorno vi pentirete di avere perso i vostri giorni in azioni futili, e quel giorno spero che sia oggi.
Lo so, il mondo fuori non è come qui, ma se volete fare qualcosa di davvero speciale, e da lì che dovete iniziare: oggi giorno ci sono troppe poche persone sincere, troppi pochi veri amici, quindi se volete fare qualcosa di veramente meraviglioso, iniziate portando gioia e speranza dove non ce n'è: ogni anziano ha bisogno di un sorriso, ogni mendicante ha bisogno di rispetto, ogni straniero ha bisogno di tolleranza, ogni bambino ha bisogno di consigli.
Non state ancora qui, fate come me: mandate un messaggio (copiate questo se volete) a tutti quelli che potete, perché smettano di giocare in questo e in tutti gli altri giochi che si trovano su internet, poi andate a cercare le persone che hanno bisogno di voi e dategli l'affetto di cui hanno bisogno.
Sorridete, gioite, vivete e sperate sempre: siamo capaci di grandi cose, ma dobbiamo dimostrarlo.
Io sono uno di voi adesso, ma domani quando mi sveglierò voglio essere una persona nuova, purificata, voglio provare emozioni vere, voglio sperimentare l'amore e l'amicizia, e se un giorno sarò giù di morale, penserò a voi, e penserò che forse qualcuno ha seguito il mio consiglio e ho dato un messaggio di vita e di speranza, e questo mi farà tornare sereno.
Spero per tutti voi che abbiate capito il mio messaggio: non diventate schiavi di internet, dei videogiochi, della televisione, o di qualsiasi altro mezzo creato per ingannare le masse e per specularci sopra. Dimostrate di essere più intelligenti di quanto gli altri pensano, dimostrate di potere realizzare i vostri sogni e il sogno di tutta l'umanità: la pace, quella vera, che non si ottiene con i mezzi militari, ma con la forza del proprio amore!

gyho



mercoledì 30 giugno 2010

Una giornata libera

Oggi non ho lavorato. Ovviamente non è questa la notizia, anche se dati i tempi potrebbe anche esserlo. E' stato strano svegliarmi tardi, senza la minima angoscia o premura. Ero completamente tranquillo. Per qualche secondo sono rimasto fermo a godermi questa sensazione.
Non dovrebbe essere qualcosa di nuovo per me, dato che per tutto l'inverno non ho fatto quasi niente che potrebbe considerarsi "utile" per me o per gli altri, tranne qualche fugace occasione.
E invece, nonostante lavori a ritmo serrato soltanto da poco più di un mese, sembrava che non avessi fatto altro per tutta la vita, e questa giornata libera era un po' come tornare a respirare dopo una lunghissima apnea. Me la sono goduta.
I miei amici, il mio paese, il "mio" bar. E' stato come riaprire uno scrigno vecchio di decenni e ritrovarci dentro tante cose belle che avevi accantonato. Per un motivo o per l'altro.
Nonostante centinaia di giornate passate senza "fare niente" nei mesi scorsi, questa l'ho sentita diversa. In un certo senso ho sentito quasi, a differenza delle altre, di meritarmela.
E' proprio vero, per apprezzare certe cose bisogna prima perderle, per poi riscoprirle.
Quindi viva le giornate libere, e gli attimi di gioia che sanno regalare.
Poi, domani, si torna al lavoro.

“Lettera al figlio" (Rudyard Kipling)

Adesso si è fatto molto tardi e bisogna andare a letto.
Ma un'ultimo post lo voglio lasciare.
Godetevi questo:


Se riesci a mantenere la calma quando tutti intorno a te
la stan perdendo e te ne attribuiscono la colpa,
se sai aver fiducia in te stesso quando tutti dubitano di te
ed essere indulgente verso chi ti dubita;
se sai aspettare e non stancartene,
e mantenerti retto se la calunnia ti circonda
e non odiare se sei odiato,
senza tuttavia apparire troppo buono né parlare troppo da saggio;
se sai sognare senza abbandonarti ai sogni;
se riesci a pensare senza perderti nei pensieri,
se sai affrontare il Successo e la Sconfitta
e trattare questi due impostori nello stesso modo;
se riesci a sopportare di sentire la verità che tu hai detto
distorta da imbroglioni che ne fanno una trappola per gli ingenui;
se sai guardare le cose, per le quali hai dato la vita,
distrutte e riesci a resistere ed a ricostruirle con strumenti logori;
se sai fare un fascio di tutte le tue fortune
e giocarlo in un colpo solo a testa e croce
e sai perdere e ricominciare da capo
senza mai lasciarti sfuggire una parola su quello che hai perso;
se sai costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi muscoli
a sorreggerti anche quando sono esausti,
e così resistere finchè non vi sia altro in te
oltreché la volontà che dice loro: "Resistete!";
se riesci a parlare con i disonesti senza perdere la tua onestà,
o ad avvicinare i potenti senza perdere il tuo normale atteggiamento,
se nè i nemici né gli amici troppo premurosi possono ferirti,
se per te ogni persona conta, ma nessuno troppo;
se riesci a riempire l'inesorabile minuto
dando valore ad ogni istante che passa:
il mondo e tutto ciò che è in esso sarà tuo,
e, quel che conta di più, tu sarai un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling

Te la senti di giocare?

Ho passato gli ultimi venti minuti a pensare a quale dovesse essere l'argomento del primo "vero" post di questo blog. Non mi è balenato niente di soddisfacente. Allora ho pensato che, forse, sarebbe stato meglio iniziare a scrivere. Magari qualcosa sarebbe saltato fuori. Quindi scrivo.
Mentre lo faccio mi guardo intorno, cercando ispirazione. Una poltrona, un tavolino, una valigia di fiches da gioco... ecco potrei parlare del poker. Ma qualcuno mi direbbe che sono fissato. Me ne sbatto e lo faccio lo stesso.
Chi non conosce il poker? Sia quello tradizionale o una delle tante varianti che esistono? Eppure forse pochi sanno quanto questo gioco sia simile alla vita di tutti i giorni: ci vuole culo.
Ma anche fegato. La sorte può regalarti una buona mano, ma basta un attimo a bruciartela. E dopo sei fottuto. Ma si può sconfiggere la sorte, è possibile far credere agli altri di avere ciò che in realtà è parecchio distante da ciò che possiedi realmente. Si chiama bluff. Ma devi giocartelo bene, da attore consumato. In quel momento non importa chi sei, importa soltanto quello che tu mostri di essere. Ovviamente, devi essere credibile, nella vita non si incontrano solo polli.
E devi avere coraggio. Devi credere nelle tue carte, quando pensi che siano vincenti. Non devi farti spaventare da nessuno, neanche da un "all-in" dritto in faccia. Perchè se va bene, hai vinto! Se va male, (perchè per quanto una persona sia convinta delle proprie possibilità, può anche girare storta) lì entra in gioco un'altra qualità: il carattere. Devi rialzarti, riprenderti al più presto della botta subita e tornare subito in partita. Gli altri giocatori, da dietro i loro occhiali scuri, non stanno fermi ad aspettarti, ne a compatirti.
Ma attento, nella vita le occasioni non sono infinite, e quando perdi tutto... sei eliminato.

Salve

Eccoci qua. Salve a tutti!
Ho creato un blog... e fino a qui, mi direte, c'eravamo arrivati tutti. Bene.
Dicono che il primo post consiste sempre nella presentazione del blog. D'accordo:
questo è un blog "a titolo personale", dove leggere quotidianamente (almeno spero) riflessioni, pensieri, deliri ed esperienze del sottoscritto.
L'argomento? Tutto quello che mi passa per la testa...
Il perché ho deciso di creare un blog è forse da ricercarsi in quella naturale tendenza umana a mettere in mostra se stessi, oppure nella necessità che ognuno ha di potersi esprimere, ed essere magari compreso. O molto più semplicemente, nel fatto che domani ho il giorno libero e stanotte non avevo niente di meglio da fare...
Qualunque sia la ragione, prego accomodatevi.

Il Bombarolo