scorrendo più sotto trovate, nel post precedente, la lettere di gyho
Insieme si vince, da soli (spesso) si perde, per dirla in breve.
La materia in questione è zeppa di stereotipi, luoghi comuni e vittima di una grande ignoranza in materia, purtroppo largamente diffusa tra chi si arroga le competenze adatte per parlare di videogiochi, in particolare quelli on-line.
E' vero che esistono casi "gravi" di individui che, a causa di un'eccessiva passione per questa forma di intrattenimento, mettano in secondo piano la vita di relazione, l'amicizia, la famiglia, l'amore. Come è anche vero che questi casi costituiscono una minoranza tra i players.
Puo' anche essere capitato che qualche ragazzino dalla mente instabile abbia cercato di emulare in RL (real life, ndr) le gesta dei personaggi virtuali, magari compiendo anche crimini e atti efferati. Anche in questo secondo caso, si tratta di una sparuta minoranza, forse ancora più piccola della precedente.
E se volessimo associare tutto questo esclusivamente al "lavaggio del cervello" prodotto dai video-giochi, allora bisognerebbe bandire anche alcune reti televisive, ma qui il discorso potrebbe prendere mille altre pieghe perciò per adesso non vado oltre.
Tornando ai browser-game in senso stretto, essi a mio avviso non solo stimolano le capacità gestionali, logiche e intuitive di un ragazzo mettendolo continuamente davanti a situazioni sempre differenti (perchè ricordiamolo, giochi con altre persone, non con una intelligenza artificiale) e imponendogli scelte da prendere nello spazio di pochi secondi, ma lo abitua anche a stare in un gruppo organizzato (come può essere un'alleanza o tribù che dir si voglia), a rispettare il proprio posto, a giocare non per se stessi ma in un'ottica di squadra, cercando l'interesse collettivo, cioè di tutta l'alleanza. Insegna a rispettare i compagni e i "superiori", favorendo la collaborazione piuttosto che l'iniziativa del singolo.
Da quindi delle lezioni di vita che ormai sempre meno ambiti della società moderna riescono a dare. Forse neanche più la scuola o la famiglia.
Dal punto di vista relazionale (e qui si torna al motivo principale della lettera), è normale che un'amicizia nata on-line sia diversa da una nata tramite "contatto fisico", ma in base a cosa potremmo dire quale delle due è migliore. Io personalmente ho amici con qui mi piace incontrarmi per strada, andare a prendere un caffè, andare al mare, e amici che invece non vedo e spesso neanche sento, con i quali però mi ritrovo spesso la sera (o anche a tarda notte) a discutere, scherzare, passare momenti piacevoli e perchè no, a volte anche a confidarmi, e la cosa dall'altra parte è reciproca.
Gli amici che ho nella vita di tutti i giorni costituiscono una parte fondamentale della mia vita, ma ho anche conosciuto persone straordinarie con cui ho parlato di qualsiasi cosa, e da cui ho anche imparato molto sulla vita. E a oggi, di loro conosco solo i nick-name, e così anche loro di me.
Condivido quanto scritto da gyho riguardo a lottare per migliorare il mondo, almeno ognuno nel proprio piccolo, condivido il bisogno di un sorriso che tanta gente avverte, condivido tutto.
Ma ciò non esclude la possibilità di dedicare un paio d'ore al giorno all'esperienza di un giochino on-line, e a quanto di buono esso può portare anche alla nostra crescita interiore, stando comunque attenti a non lasciarsi prendere la mano.
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